Le parole della Legalità: condivisione

12 SETTEMBRE 2022
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Condivisione: tanto riconosciuta quanto fraintesa.

 “Questa la so!”, esclamerebbero i bambini se qualcuno chiedesse loro di parlare di condivisione. Educati fin dalla tenera età a non strapparsi vicendevolmente i giochi di mano e non rubarsi l’unica preziosissima merendina disponibile, i bambini tendono a pensare di essere dei campioni di condivisione, interpretando questo valore - quasi inevitabilmente, date le loro esperienze quotidiane - come qualcosa che ha molto a che fare con la messa in comune di beni materiali, e poco a che fare con la messa in comune di esperienze e stati d’animo. Geronimo Stilton crede
che la condivisione sia uno dei punti cardinali più importanti a cui riferirsi nel percorso di crescita di 
Destinazione Legalità, e che sia utile comprenderne la portata nel suo complesso perché per poter stare bene insieme è necessario saper condividere anche… delle regole: una delle cose che, agli occhi dei bambini, pare più immateriale.


Una regola condivisibile è una regola chiara, universale, benefica.

Alcune delle reazioni più frequenti che otteniamo, quando rimproveriamo un bambino che contravviene a una regola, sono delle esclamazioni accorate: “Ma io non avevo capito!” o “Ma perché lo devo fare PROPRIO IO?!”. In effetti spesso il modo in cui noi adulti esponiamo le regole può essere troppo complesso o intrinsecamente punitivo e, per di più, a volte non diamo il buon esempio nel rispettare quelle che riguardano noi. Cosa ne dite di facilitare la vita ai bambini, esponendo le regole in modo che siano comprese e adottate più facilmente?

Geronimo Stilton pensa che, per condividere davvero una regola, è necessario che venga capita; e
perché sia compresa - e poi accolta - è essenziale che rifletta determinate caratteristiche: deve essere formulata in modo chiaro e sintetico, deve riguardare tutte le persone della comunità a cui ci si riferisce e deve dare a tutti un vantaggio. “Benjamin, devi tacere quando gli altri parlano” non è una regola buona: è formulata come un’imposizione, suona quasi come una punizione, e una punizione individuale per di più! “Noi tutti ascoltiamo in silenzio quando un compagno parla” è invece una regola buona, perché già in sé esprime un concetto di comunità, è formulata in modo semplice e non aggressivo, e suggerisce un vantaggio individuale che prima o poi riguarderà ognuno dei singoli che la recepisce (adulti compresi!). Coraggio dunque, mettiamoci alla prova!



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